Gennaio 2006

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Pessimismo comico


Ma vi pare credibile?
Ma vi pare possibile?
Ma vi pare che la signorina Giorgi Gianburrasca possa abbattersi per così poco?
Vi pare che possa abbattersi solo perchè quando trova un’attività nuova, interessante ma laboriosa, dura, faticosa, frenetica e pure ardua, pesante, gravosa, anche stancante volendo, la más curiosa sulla piazza che la impegna a tempo pieno, qualcosa va storto e allora si ritrova di nuovo davanti al computer a scrivere sul blog, a interrompere la trasmissione messaggi delle segreterie telefoniche, a girarsi i pollici, a camminare camminare, disegnare, partecipare a concorsi (che non gliene può frega de meno) ma non di bellezza???

Non ci avete creduto? VERO???
Io lo so, che non ci avete creduto.

Raggiungendo come sempre un equilibrio sublime tra comico e patetico, la signorina Giorgi Gianburrasca dichiara ufficialmente, pubblicamente e formalmente che ci vuole veramente tanto per abbatterla.
Forse qualcuno ci vuol provare, ma qui, per abbattere occorre avere un?autorizzazione. E motivi validi.

Mica perchè il soggetto è una pianta piccola (un bonsai diciamo) si può demolire, accoppare, annichilire, demoralizzare, falciare, finire, frustrare, radere, rovesciare, scoraggiare, smantellare, sovvertire, squalificare, stendere, travolgere, buttare giù, diroccare, radere al suolo, buttare a terra, mettere al tappeto, eliminare, sopprimere, infiacchire così… come niente… con un piede o un solo dito… o per aver intravisto sulla vetrina la scritta “CLOSED”.

E NO!

Da domani, comunque vada, sarà un successo!

Riferimenti: giorgi

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Inactivity or inerzia


L’inattività mi annienta.
Rotola rotola rotola, il tempo senza senso scivola via.
All’orizzonte mille ore d’inettituidine.
Uno scialo di niente, per ore.
Noia e Spleen.

Anche l’anonimato mi annienta o l’essera scambiata per un’altra.
Come credere che gli altri credano che io sia un’altra.
E invece io lo so chi sono e cosa voglio?
Non sono niente, non so fare niente, ho perso anche il genio creativo. Sempre che sia mai apparso davanti ai miei occhi sto raggio miracoloso che rende tutti artisti o poeti.

Veramente per la noia non credo che si debba intendere altro che il desiderio puro della felicità (…)
Il qual desiderio non è mai soddisfatto; e il piacere propriamente non si trova. Sicché la vita umana è intessuta parte di dolore e parte di noia; dall’una delle quali passioni non ha riposo se non cadendo nell’altra” (Dialogo di Torquato Tasso e del suo genio familiare, 1824, Leopardi )
Riferimenti: nuovo sito di simo

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Waiting for GODOT


Non è che si debba per forza chiamare in causa Beckett per spiegare cosa mi capiti attualmente.
Tuttavia alcuni ben sapranno in quale opprimente condizione d?attesa beckettiana, o in quale brace, che dir si voglia, sia finita capitombolando giù dalla padella (mio malgrado).

Cioè… succede così….
Giorgi Gianburrasca trova un’occupazione dignitosa e interessante.
Bene. Si procede… poi BOOOOM… non è che le venga negata la possibilità di produrre o venga bocciata la sua idea o che lei non sia all’altezza o non superi il periodo di prova…

No, no… chiude proprio la baracca!

MAH, misteri della vita…

(e poi sono NERA, il mio articolo sulla COLAZIONE JAZZ sul GDS del 28 gennaio a pag. 37 è uscito con la firma sbagliata… GIORGIA MELONI anzichè ATZENIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII, sgrunt…!!!)
Riferimenti: nuovo sito di simone

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Prestazione occasionale


Come? già di rientro?
NO.
La segreteria è sempre attiva.
Si tratta di una capatina veloce veloce.
Domani, e dopo, avrò i miei primi “giorni liberi”.
Ah, quando ripenserò ai miei “primi giorni liberi”…

…a quando passeggiavo senza meta…
… correvo pei prati… lanciando occhiatine furtive ai passanti…
…scioglievo i capelli e le idee al sole…

Che immagine bu-colica.
Più che altro da-colica.

Comunque sono contenta. Un pò stanca, ma si fanno grossi progressi.
E questo non è poco.

Mi piacerebbe stare un pò qui a scrivere scrivere le mie solite cavolate, ma sono così staaaaanca.

Torno in letargo o a fare servizio semi-pubblico/semi-occasionale.

Riferimenti: giorgi

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Time flies


… risponde la segreteria telefonica del BLOG di giorgi.
Siamo decisamente assenti, perchè non si può sempre bighellonare, giocare con le matite colorate e/o sedersi sugli allori.
Non si può neppure stare sempre sui blog a scrivere scrivere o a leggere quello che altri scrivono. NO, NO. In attesa di un rientro in se stessi…
vi consiglio di lasciare pure un messaggio dopo il BBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBBiiiiiiii…

Un ringraziamento al pilota per aver lanciato l’idea.
Riferimenti: giorgi

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Da ieri so:

che differenza c’è fra un ATR 72 e un ATR 42.

Vorrei un furgonetto volkswagen “DUGUSU DUGUSU” come quello dei crucchi.
Così rosso rosso, per portare in giro tutti i miei amichetti, i mostrilli, gente gente gente.

AH, nel lontano 1996, si… che si girava girava sul DUGUSU DUGUSU coi crucchi.

Riferimenti: giorgi

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Dieci minuti


Dieci minuti al nuovo giorno.
Un nuovo giorno di delirio tremebondo.

Però.

Sono contenta. Oggi sono arrivati i mostri di BRUKO, dal vivo sono mostruosamente belli.

Hanno detto di me:
bella ma bassa
Hey, qualcuno dei miei amici ti conosce, si vocifera che tu sia un pò bassa
ma quanto sei piccola?
hai ventidue anni o diciotto?
che piccola…. che bella borsa rossa!!!
…ciao! solo ciao sennò mi risucchi nel tuo vortice di parole e non riesco più ad uscirne

Otto minuti al nuovo giorno.
Un nuovo giorno, ennesimo traghetto da ragione a delirio.

Però.

Domani qualcosa si muoverà, realmente?
Riferimenti: giorgi

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I rami secchi


E sì, i rami secchi, si potano.
Sì, si fa così, lo dice pure BAKIS.
Cioè lui dice che si eliminano, io dico che si potano.
Lo diceva anche il mio prof. d’inglese al ginnasio riferendosi ai compagni più asini in “odore” di bocciatura.
Ragazzi, i rami secchi si potano, ZAC!
Che prima sì, si bocciava a scuola.
Io non sono mai stata bocciata e neppure rimandata a settembre.
VERY SMART!

Forse non sono un ramo secco. Cosa sarò?
Una rosa fresca aulentissima?? MAH!!

Attualmente sto potando tutti i miei rami secchi. O meglio sto cercando di potare il più possibile tutti quei rami che si sono seccati in tutti questi anni.

I miei rami secchi (non so più quante volte l’ho ripetuto) sono:
lavori “finti”, cioè quelli che impiegano tutte le tue energie ma che non danno frutti (sia in termini di continuità che di liquidità)

amici “finti”, gente che ti capita a tiro, che appare e scompare così senza un perchè, che non contribuiscono al tuo benessere

idee “finte”, quelle che è meglio lasciar perdere, che ti balenano in un momento e che poi è difficile rimuovere

impegni “finti”, quelli che si sviluppano in campo artistico, diciamo, che ti fanno perdere tempo, ma che danno un sacco di soddisfazioni (questi magari li conservo ancora un pò…)

Ecco. Tagliare tutti i rami secchi o danneggiati e quelli vecchi è un pò come eliminare le cose fasulle dalla tua vita.

Restano invece confermati gli appuntamenti per venerdì che sono come dei rami secchi artistici, che anzichè potare, magari accorciamo solo un pò.

Riferimenti: giorgiardiniera

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Inviti vari


Perla bianca, perla nera, per…la miseria.
Questo venerdì faccio l’en plein!

Non solo parte il mio secondo “mese di prova” (quando non sarà più una prova allora spiegherò meglio), ma ci saranno due eventi interessanti cui siete invitati a partecipare, qualora vi piaccia, vi interessi o vi incuriosisca.
Quanto ho atteso questi istanti…

EVENTO NUMERO UNO:
ancora segreto, non vi riguarda, cioè non potete parteciparvi, è UNA COSA SOLO MIA.

EVENTO NUMERO DUE: esordio musi-cinematografico.

Il Teatro Alkestis, (P)neumatica e Desvelos Records ti invitano alla presentazione del videoclip “GoodBye Charlie!”.
Il video, fresco di montaggio, la cui regia è di Michele Pia, supporta il primo singolo estratto dal nuovo disco dei cagliaritani (P)neumatica intitolato “Ultimi attimi“, prodotto da Giorgio Canali.

Quando: alle 19:00 di Venerdì 20 Gennaio 2006;

Dove: Teatro Alkestis, Cagliari in Via Loru N. 31;

Come:
Ingresso libero, ovvio;

Perchè: Ne vale la pena ma siate puntuali, i posti a sedere non sono tanti… e se aguzzate la vista sullo schermo… potrei anche apparire…

EVENTO NUMERO TRE: esordio come costumista.

DOVE: Teatro Sant?Eulalia
Vico collegio 2 Cagliari

Quando: Venerdì 20 gennaio 2006 ore 21
(REPLICA Domenica 22 gennaio 2006 ore 18)

SPETTACOLO

FORME D?ACQUA

di Raffaello Ugo

con Rita Atzeri regia Mario Faticoni

istallazioni mobili Raffaello Ugo
costumi Giorgia Atzeni

Cosa aspettate, siete avvisati…

Riferimenti: giorgifactotum

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Senza domani


Succede che a volte la domenica non hai programmi.
Succede che magari i programmi in testa li hai pure, ma magari non hai vicino nessuno della serie: “chi mi ama mi segua”!

Succede che hai una zia infuenzata che possiede un abbonamento dell’opera in platea.
Succede che ti arriva questa chiamata e non hai proprio nulla di meglio da fare.

Succede che decidi di accettare la proposta.
Succede che vai da sola.
Andare da qualche parte in solitaria per alcuni è da sfigati (come la storia della noia, vi ricordate?).
Per me è divertentissimo.

Così oggi pomeriggio me ne vò al mattinè del Teatro Comunale a vedere l’opera che ha aperto la stagione lirica cagliaritana: il ‘Cherubin‘ di Massenet, opera del 1905 mai rappresentata in Italia.
Si tratta della versione originale francese, con sopratitoli in italiano, curata dallo scozzese Paul Curran e corredata dalla stupenda scenografia di Paul Edwards.

UNA DELIZIA per gli occhi e le orecchie.
VI GIURO!!

Un sipario con tanto di scritta gigante in foglia oro e raffigurazioni del Settecento, in pieno stile Rococò decadente. Ben 410 costumi in raso di seta di ispirazione Ertè. 130 crinoline di 1,5 metri di lunghezza. Un divano lungo più di 10 metri interamente rivestito in latex verde. Due barboncini tosati su rotelle, uno fucsia e uno blu elettrico. Una Rolls Royce funzionante degli anni ’30 con putti e decori barocchi sulle fiancate. Un impianto scenico messo di traverso, storto e autoportante, una vera e propria sfida ingegneristica.

Naturalmente l’attore principale è CHERUBINO, il don GIOVANNI ante litteram di ascendenza mozartiana.
Un diciasettenne impavido, che ama tutte le donne che incontra.
Chérubin, a metà tra un bricconcello e un don Giovanni in erba, corteggia proprio tutte: la Contessa, la Baronessa, Nina – la pupilla del Duca – e la famosa Ensoleillad, favorita del re e prima ballerina del teatro Real di Madrid.

Mi hanno colpito molte frasi del libretto (la traduzione scorreva su un pannello a cristalli liquidi incorniciato e appeso al soffitto, un torcicollo!!!)
La sostanza suona un pò come i versi del Magnifico:

Quant?è bella giovinezza

che si fugge tuttavia!

Chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c?è certezza.

L’opera rappresenta la vita di chiunque cerchi il sollazzo o la licenziosità ideale, trasfusa nel coraggio di vivere istante per istante senza considerare che altro esista fuor dell’eterno presente.

Vorrei vivere così, ma non ci riesco.

Riferimenti: giorgi

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