Dicembre 2005

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La grande domanda


Poche ore e saremo nel 2006.

Quando stavo al Liceo (al SIOTTO per l’esattezza) e non avevo coscienza della velocità del tempo, immaginavo il Nuovo Millennio e gli anni a seguire come un futuro talmente prossimo che quasi diventava impossibile non credere che avrei già avuto famiglia – cioè che sarei stata già “signora sposata” – e che avrei avuto una casa, un lavoro – o non avrei lavorato, non lo so, avrei fatto la “signora sposata mantenuta”, o dei figli o che sarei stata proprio “signora”, vestita da “signora” con un filo di perle al collo e un paio di decoltè di pelle nera ai piedi, uno chignon o i bigodini in testa prima di andare a dormire.

E invece…

Ragazzi, ma mi avete vista?

Vorrei fare anche io il resoconto dell’anno trascorso con elenco puntato, simile a quello di Stefano, ma poi, come sempre, magari mi dice che “l’ho RICOPIATO!”

Pertanto evito la sceneggiata napoletana alla Totò e Peppino e vi risparmio la lista sul passato prossimo e invece imposto un piccolo vademecum per il mio futuro-futurissimo con le qualità che vorrei acquisire prossimamente:

LEGGEREZZA: un alleggerimento del pensiero, che senza peso, potrà assumere una rarefatta consistenza

RAPIDITA?: un incantesimo che agirà sullo scorrere del tempo, contraendolo o dilatandolo, renderà possibile il superamento di ostacoli insormontabili

ESATTEZZA: o precisione nell’esecuzione di tante belle cosette

VISIBILITA?: si attiveranno molti processi mentali che partendo dalla parola arriveranno all?immagine visiva (e viceversa): LAMPI DI GENIO!

MOLTEPLICITA’: essere qui e lì, un MUST!

Calvino docet!

Riferimenti: giorgi

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head over feet


Non aggiungo niente al mio racconto di ieri, se non la mia nuova testa!

La faccina non è proprio riposatissima, ma accontentatevi.

Riferimenti: giorgi

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C’è ritmo e ritmo!


Già una volta ho asserito che solitamente sono rock, ma in questi ultimi giorni sono MOOOOOLTO LENTA. In quell’occasione qualcuno mi lasciò un commento – che ora non saprei rintracciare – in cui mi si “condannava” per l’uso di questo “GERGO pop-celentaniano“.
Rispondo in anticipo che ancora oggi quel gergo rende l’idea di ciò che voglio dire. Perchè per essere universalmente compresi bisogna adoperare un linguaggio più che POP. E’ vero anche che ciascuno di noi, di un messaggio, capisce ciò che si aspetta di capire, comunque ciò che è in grado di capire. Una cosa è certa però: perché un messaggio arrivi, è importante che esso sia molto prevedibile, cioè organizzato secondo i sistemi di attesa del ricevente.

Fatta questa doverosa premessa, vi racconto la mia giornata di oggi in cui i miei ritmi (seppure forsennati, ma non troppo) si sono scontrati notevolmente con quelli degli altri.
(Eppoi giusto per parlare di “scontri”: stamattina facendo retro marcia sono andata addosso ad un palo della luce, comunque!)

Colazione al bar e vabbè.
Spesa in una botteguccia e vabbè.
Pranzo e vabbè.
Tutto molto rallentato per via del mio temperamento di queste ultime ore.
Dormo pochissimo e poi….

…decido, come annunciato, di andare a fare la TOSATURA!

E così uscendo da Assemini mi ferma la polizia. MERDA!
Agitatissima tiro fuori tutti i documenti possibili e immaginabili. L’assicurazione scaduta il 26 dicembre: CAVOLO lo sapevo. Per fortuna il poliziotto o carabiniere, non lo so, mi lascia andare…

Vado in questo salone, in una traversa di via Manno, consigliatomi dalla ragazza di mio fratello.
Entro: IL MONDO!
Pieno di gente, che vi vorrei fare un gesto per farvi capire, ma forse avete capito. Chiedo: “c’è posto anche per me?” e loro seppure incasinatissimi: “si, prego”.

U n ‘o r a e m e z z a s e d u t a su una sedietta in plexiglas a cercare di rallentare il mio battito cardiaco, sfogliando riviste assurde, piene di “crastuli”, di culi e tette rifatte, V.I.P. e T.I.K. Non è possibile, non può succedere a me di stare così sospesa in questo limbo. Intorno a me ragazzine con la pancia scoperta stavano tranquille ad aspettare le amichette sotto i ferri (io non andrei mai a fare compagnia o ad aspettare un’amica che si fa fare la messa in piega).

Alla fine i T.I.K. li avevo io, non sapevo dove mettere le mani, se sui capelli, se incrociarle o nel naso… finchè arriva il mio turno.
Faccio vedere al parrucchiere (molto trendy e bellino!) che testa voglio.
E lui mi accontenta. “Sai che stai bene coi capelli corti?” ed io “Si, lo so!” (che solo ora mi accorgo di quanto sia assurda nelle mie risposte). E poi un capannello di gente intorno a me a dirmi quanto ero bellina, ma di più senza occhiali, anche se gli occhiali oggi gli ho messi perchè mi sentivo stanca e bruttissima. Infine mentre uscivo un tipo, cui asciugavano i capelli (perchè il salone è per maschi e femmine insieme così si può fare amicizia) mi urla: “Sei bellina coi capelli così”.
Incasso i complimenti (altra cosa che io non so fare…) e mi dirigo a casuccia con la mia nuova pettinatura.

Mentre sono alla guida squilla il telefono. E’ Senio che mi invita a vedere lo spettacolo di fiabe al Palazzo d’inverno domani alle 18.00.

Così mi viene in mente che potrei andare in quella pizzeria fantasma dove fanno le pizzette tonde piccole più buone della zona.
Detto fatto. Entro nella sala con le luci sparate al neon e il muro spugnato di giallo coi tamponi (HORROR) in cui mi si para davanti una intera “famigliola felice” che è solita passare le sue serate al lavoro. I bambini fanno i compiti di matematica (ogni volta che ci vado fanno sempre i compiti, da bravi) e, nel più assoluto silenzio (che neanche una musichetta di sottofondo si sente) il pater familias, alias omino delle pizze, segue le ordinazioni. Ordino otto pizzette. La moglie con una lentezza abissale, prende nota e mi fa lo scontrino.

OH, M E Z Z’O R A per fare otto pizzette piccole!!!!!

Passeggio e ripasseggio avanti indietro mentre quello alliscia e rialliscia la pasta, stende il sugo alla perfezione su ogni tondino che poi cosparge di mozzarella (ogni pezzetto perso viene rimesso puntualmente al posto giusto!), spezzetta le acciughe (che anche quella è un’arte) le distribuisce contando i pezzetti che in nessun tondino vi sia una lisca in più, mette in forno; toglie dal forno e impacchetta bene bene separando le pizze a gruppi di quattro (tutte insieme no, eh?).

Sfinita da tanto lavorare con lentezza, con il latte alle ginocchia (così si dice no?), penso: che forse (e qui cito Remo Bodei)…il problema di ciascuno di noi è di governare i ritmi della propria vita, cioè di mantenersi in rapporto con i veloci cambiamenti del mondo esterno, senza perdere la propria vita interiore. Come la famosa massima di Ernesto “Che” Guevara: “Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza”, ossia, bisogna essere veloci senza perdere la lentezza…

MAH!

Intanto per CAPODANNO ci siamo contati: siamo io, Simo, Maurizio e un capretto. BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!

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Ho "Pollo alle prugne"!


In questi giorni non ho scritto niente di particolarmente interessante, me ne rendo conto e chiedo scusa ai lettori sopravvissuti e ancora attenti alle mie baggianate quotidiane…
Ormai dubitiamo della longevità nel lettore per la qualità non sempre costante dei post.

Ho aperto questo blog all’insegna del gioco.
Un divertisment in cui l’unica regista (io, da quel che risulta agli atti) sembrava inizialmente non volersi complicare troppo la vita.

Francamente non ho capito se questo sia un divertisment intellettuale o invece sia rivolto (con seri intenti pedagogici della sottoscritta) ad un pubblico giovane desideroso di apprendere e apprendere da questa “maestrina da strapazzo”.
Un pubblico che non ha voglia di veri cannuoli letterari a più voci, ma di divertisment che rendono allegra la mattanza.

Ad ogni modo “intellettuali d’oggi, idioti di domani”: ridatemi il cervello! Se ne sta andando in fumo e vola via con il vento di questa serata semi-invernale.

Finalmente ho “Pollo alle prugne” della Satrapi e mò mi leggo un pò di pagine alla facciaccia vostra.
E poi adesso inizia il TOTO-CAPODANNO, e io non ne voglio proprio sentire.

Riferimenti: giorgi dal due a tempo pieno

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Ci do un taglio!

Ci do un taglio si!
Ne ho proprio bisogno.

Non riesco più a vedermi con questa testa.
Se ci riesco anche stasera…

Anno nuovo – vita nuova.
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in fondo… in fondo…


Cerco di riposarmi.
Ce la farò a ricaricarmi per riprendere il tran tran fra pochi giorni con una nuova avventura che si profila davanti ai miei occhi?

SI-I.
Per forza.

Tra Viva Zapatero e Fahrenheit 9/11 non so scegliere. Nessuno sceglie, a quanto pare.

Almeno IO sono stata da Simo a ricaricarmi.
Domani è un giorno decisivo.

Un pò di links ai naviganti POST natale acido e pre-capodanno malsano:

Dos Pies, il mondo visto da terra

Tracciamenti

PALOMAR

This is a magazine

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No, no… non si fa!


Prendendo spunto dal post di Interzone, il quale è arrivato alla tredicesima CONSIDERAZIONE generale su questo mondo sempre più attento agli aspetti venali e superficiali del vivere, anche io vi confermo che è ormai impossibile riuscire ad avere buone idee in fatto di regali. Spero che non mi regalino ciabatte e pigiami perchè sennò sarei costretta a dirottarli nella collezione di TRABANT, o profumi a casaccio (che a me piace solo al muschio bianco o alla frutta).
Perchè infatti ci lamentiamo della corsa sfrenata agli acquisti ma alla fine anche noi vogliamo essere coccolati con un dono, perchè abbiamo lavorato tanto tutto l’anno e in fondo ci meritiamo un premio.

Poichè sono tanti, ma non tantissimi, quelli che si aspettano da te qualcosa, un presente (ma sarebbe meglio un ASSENTE), one gift, un regalino piccolo piccolo per onorare le festività, ecco sorgere il dilemma:
MA COSA VI DEVO REGALARE CAVOLO?

MUMBLE MUMBLE

Io saprei cosa regalarmi:

Pollo alle prugne di Marjanne Satrapi, che lo cito sempre ma ancora non ce l’ho (solo 15 euri)

Un bel Apple iBook G4 (qui ci vuole un collettone se ne trovano a partire da 1.049,00 Euro)

Un paio di stivali (ne ho visti un paio da Ruggieri in via MANNO e costano circa 150 euri)

Un cappottino modello redingote-trench (da ZARA ce ne sono anche a 90 euro)

Una cipolla o orologio da taschino (che il mio non funge più)

Il nuovo disco di AMALIA GRE’ “Per te” in cui canta “Quanto ti ho amato” di BENIGNI. (ma esce a febbraio 2006)

UNA CASA tutta mia con i muri verdi e rossi e il parquet.

Però anche libri (tutti quelli che ci sono nel mondo), cd (tutti quelli che ci sono nel mondo), colori (tutti quelli che ci sono nel mondo), cappellini (tutti quelli che ci sono nel mondo).

In compenso stanotte festeggiamo il complianno di SIMO mio, che sfortunello come me, nasce a ridosso delle feste. Solito posto, LIMA LIMA FOREVER.

Riferimenti: giorgi

Ho la testa dura, io!


Sebbene sia quasi NATALE, sebbene ieri abbia fatto 32 anni, sebbene proietti in giro un’immagine di me splendente mentre sono in “calo di zuccheri”, sebbene la freccia torni sempre in culo a chi la tira (e io ne sfreccio parecchie).

Sebbene ieri abbia ripetutamente avuto dei colpi di testa (nel senso che di mattina mi è caduto sulla testolina uno degli stipiti della porta del bagno e di notte, all’Old Square, dopo aver fatto la pipì nel bagno dei MASCULI, mi sia girata di scatto e la mia fronte abbia incontrato uno spigolo durissimo che ha lasciato un segno indelebile – ora ho un BERNOCCOLO allucinante – che mi ha procurato continue allucinazioni), sebbene sia il momento di decidere quale strada percorrere e scegliere definitivamente che pesci voglio prendere.
Sebbene sia già giovedì e non abbia ancora comprato un regalo che uno – e fra due giorni si festeggia – io non posso fare altro che desiderare sotto l’albero una bella pausa impacchettata.

Si, una bella pausa da tutto. Ci vorrebbe, proprio.
Ma non ce la faccio!
Per esempio adesso dovrei essere a nanna, a riposarmi un pò, che la testa mi duole (quasi come quella di uno di mia conoscenza…), che ho i capogiri e sono stanca. E invece sono qui a scrivere, perchè ho troppe idee che mi frullano. Troppi pensieri, che forse si materializzeranno se non sto attenta.

Ieri è stata una bella serata.
Peccato che io fossi sul palco. Avrei voluto vedermi!
Capita infatti che chi lavora per intrattenere gli altri, come quelli che suonano la chitarrina in spiaggia, non riesca veramente a vivere le emozioni che vive chi osserva, ascolta, si distrae e ignora la tua esibizione perchè preso da altre cose. Chi stà sotto può permettersi distrazioni!
Invece da lassù, non si riesce a chiacchierare con nessuno, non si può baciare nessuno, non ci si diverte realmente!

Ma quando hai finito, però, ti dicono tutti BRAVA!
E questa è la parte migliore.

Comunque se volete sapere di più sul NATALE ACIDO andate qui!
Descrizione PERFETTA, con tanto di fotocell.

Riferimenti: giorgi

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Quando NATALE è ACIDO…


post già pubblicato un anno fa il 26 dicembre 2004

Si dice sempre più spesso, quando si riceve un regalo o lo si fa, che in fondo BASTA IL PENSIERO!
Se bastasse solo il pensiero, io potrei aprire una qualsivoglia rivista di moda ?ChipandChic?, dopo essermi premunita di forbici; ritagliare qualsiasi oggetto del desiderio, attaccarlo su un biglietto, un foglio di carta colorato o bianco, recapitarlo al destinatario? per fare la felicità di un amico, di una mamma, di un fidanzato.

NATALE è questo??? Pensare di fare felici gli altri???

Se bastasse solo il pensiero, tutto ciò che desidero o mi passa per la testa, tutte le immagini che invadono il mio cervello automaticamente, sarebbero già realtà.

Dunque il pensiero è? realtà! O meglio il pensiero soddisfa la necessità della sua rappresentazione virtualmente.

PENSIERO=REALTA?.
Allora, ciò che penso è reale?

Quando penso al lavoro che vorrei, io HO un lavoro.
Quando penso di comprare una casa, io HO una casa.
Quando penso di baciare un altro ragazzo, io BACIO un altro ragazzo.

Quando vedo e pre-vedo come sarà gelido e umido il letto in cui dormirò la notte di Capodanno, io SONO dentro quel letto e mi sto cagando dal freddo.

Quando credo di poter fare quello che voglio, io FACCIO quello che voglio davvero?
Allora è più reale ciò che sta nella mia testa, e non ciò che vivo quotidianamente?

E beh, basta il PENSIERO!!!
L?avete detto voi?

Penso sempre tante cose, ma quasi mai questi pensieri corrispondono a realtà. Che devo fare?
Credo sempre di sapere tante cose, di avere un ottimo SESTO SENSO, di leggere negli sguardi altrui, e invece il tempo passa e certe cose non ACCADRANNO MAI!!!

Ho capito devo farmi regalare:
Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita
di Giulio C. Giacobbe
2003
Editore Ponte alle Grazie

STASERA vi aspetto all’OLD SQUARE ore 21.00 per la terza edizione di NATALE ACIDO
Riferimenti: oggi è il mio birthday

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Taccuini, tacchini e domani 32


Bene.
Stamattina ho avuto la mia “comunicazione” (in gergo accademico) con gli studenti di Letteratura Spagnola nell’aula 17 (questo numero ritorna spesso) della Facoltà di Lettere. Gli astanti o gentile pubblico al termine mi ha onorato di un inaspettato FRAGOROSO APPLAUSO.

Dulcis in fundu(m), che così suona un pò latino un pò sardo, ho acquistato la mia nuova agenda giornaliera Moleskine, formato 13×21, 380 pagine a righe, carta senza cloro, tasca a soffietto interna per inaugurare il nuovo anno (eperiniziareadannotaregliappuntamentiperilfuturoroseochemiaspetta).

Questo pomeriggio vado dal mio amico bellino Giovanni Peresson (quello di MERIDIANI INQUIETI) che domani “sghitarrerà” all’OLD SQUARE per il NATALE ACIDO e duetterà con giorgiatzenilasottoscrittasilentepiùchealtro.

STOP

Ah, poi vi dico dell’incontro all’Agenzia Pubblicitaria…

Riferimenti: giorgidomani32enne

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