Agosto 2005

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Oggi niente ?seghe mentali?


Poche righe di aggiornamento:

1_ Stamattina appuntamento ore 10.00 dalla ?parruccaia?. Dopo tante incertezze ? nella perenne incertezza – ho cercato di dare un TOCCO DI CLASSE (EEEEHHHH!!!) ai miei capelli.
La prossima volta, è deciso, si darà ?il taglio netto?. Ora sembro proprio una SIGNORINA. La prossima volta assomiglierò, forse, ad un picciotto dodicenne.

2_ Ho dato, a malincuore, la disdetta: non andrò al Festival del mare di SINISCOLA – previsto tra l?8 e l?11 settembre – per cause di forza maggiore. L?anelato trasloco è sempre più prossimo. Peccato. Ma sarebbe stata una sfacchinata, dunque non mi lamento.

3_ Ho praticamente terminato la grafica per la co(p)ertina del nuovo disco dei (P)neumatica. Domani supervisione con il gruppo.

4_ Ormai siamo a settembre: chiamerò la segreteria dell?Istituto Tecnico Femminile per riscuotere una certa somma (ho i miei dubbi che tutto filerà liscio). Incrocio le dita (ma non avevo detto niente seghe mentali?)

5_ Maybe stasera avrò fra le mani il nuovo libro di Marjanne Satrapi: Pollo alle prugne. Non vedo l?ora.

Riferimenti: Giorgi su duudle.dk

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se piangi, se ridi…


Se piangi, amore, io piango con te
Perché sono parte di te
Sorridi sempre, se tu non vuoi
Non vuoi vedermi soffrire mai

Se ridi, amore, io rido con te
Perché tu sei parte di me
Ricorda sempre: quel che tu fai
Sopra il mio volto lo rivedrai

Non sei mai solo, anche se tu
Tu sei lontano da me
Ogni momento, dovunque andrai
Accanto a te mi troverai

Se piangi, se ridi, io sono con te
Perché sono parte di te
Ricorda sempre: quel che tu fai
Sopra il mio volto lo rivedrai

Ricorda sempre: quel che tu fai
Sopra il mio volto lo rivedrai

Riferimenti: giorgi su illustration mundo

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Fenomenologia dell?attesa


Oggi Lilly riparte a Bologna. Con Rainer si intende?
Peccato, siamo state insieme pochissimo; parlato poco, riso poco, fatto poco chiasso.
SOB!
Ci siamo incontrate verso le undici e mezzo, (loro venivano da Carloforte), con l?intenzione di fare colazione insieme. Bello!
Farei ogni giorno colazione in bar sempre diversi, con persone sempre diverse.
Comunque?
Il ?crucco? oggi sembrava avere tante soluzioni per la mia condizione di figlia quasi trentaduenne che vive ancora in famiglia.
Figuriamoci, un crucco! Se nasci in Germania a 18 anni sei già a spasso per il mondo.
In quattro e quattr?otto ha fatto il calcolo di quanto spenderò in benzina – a partire da una data non ancora precisa fra meno di 15 giorni – per fare quotidianamente Assemini-Cagliari.
(Si perché, cadesse il mondo, io farò QUOTIDIANAMENTE quella strada per poter essere ancora cittadina callaresa).
Così, secondo le sue previsioni spenderò circa 150 euro al mese, dunque potrei permettermi di investire quei soldini in un posto letto qui.
UN POSTO LETTO!
Detto così sembra proprio squallido.
Come dire ?un posto in CORSIA?!

Io chiaramente, ho detto no, che ora le cose si sistemano, che vinco una borsa di studio da urlo, e così posso permettermi un affitto serio, non un letto, tutta una casa, poi mica ho detto che non mi piace abitare con i miei, allestire con loro un nuovo appartamento con gusto, cambiare aria, certo se l?aria fosse tutta mia, solo mia, sarebbe meglio, ci sarebbe silenzio, nessuno che mi chiede dove eri, cosa fai, ma che insomma ancora non mi posso lamentare, a casa mangio, dormo, ma poi me ne sto a zonzo tutto il santo giorno, senza preoccupazioni di bollette, del mangiare, anche se la spesa, sì, la faccio tutti i giorni io, quindi tanto vale? che qui c?è il telefono, anche se pago ciò che consumo, che praticamente lo uso solo io, mah, insomma ?da sola?, sola sola non sarei, che Simone verrebbe un po? da me, ma non sempre, che vorrei anche godermi le giornate e riempirle con tanti impegni, incontri, chiacchiere e magari lui vorrebbe solo guardare film, ma pure io solo film e leggere libri, e ascoltare musica, vorrebbe cucinare per due, ché cucina pure bene, davvero, e uscire poco, e invece io molto molto, iper-cinetica come sono.
Ma insomma.
Non mi posso lamentare, diciamo.
Sta per piovere, e io prima odiavo la pioggia, ma ora l?estate, prima non mangiavo il minestrone, e ora si, anzi ora mangio, prima non mangiavo niente, non mi piaceva niente, ora sì, mi piacciono un sacco di cose, tranne il fegato, il cuore, le interiora degli animali, e i funghi trifolati, mangio, mangio, mangio, ma non vorrei mangiare, e bevo pure! Come si cambia.
Ora piove.

Riferimenti: giorgi in illustration mundo!

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Il mondo alla rovescia


Tutto a soqquadro.
Ma ne hanno di pretese!
Sono circondata da ?maschilisti alla rovescia?. Soprattutto in famiglia.
Non sia mai che quell??inetto? di mio fratello debba avere un qualche dovere o compito a casa. No!
Io ho studiato per tutti, innalzando notevolmente la media familiare oltre il dovuto quando ho ottenuto il dottorato dopo la specializzazione.
Io cucino, io faccio la spesa, io faccio avanti e indietro. Io compongo il numero per comunicare in ritardo il mancato pagamento delle bollette, io mando le loro e-mail (ne correggo pure i testi), io dirigo il coro che mio babbo ha voluto dopo alcuni illustri fallimenti passati, io corro quando mia mamma ha bisogno del pane. Io non chiedo ?una lira?.
Eppure non me ne posso andare. Cavolo!
Eppure a loro non basta.
Se mi ribello, sono io la stronza.
Mentre ?gli altri? superstiti, fanno le vittime.

Il mondo alla rovescia.
Ma non sono nata maschio. Almeno fosse!
Non avrei cucinato, né fatto le compere al market, né imparato a cucire o a fare le pulizie (anche se mia mamma in questo è imbattibile!); non sarei stata esigente con me stessa, non avrei dovuto guardarmi fisso allo specchio per verificare lo stato di decadenza del mio corpo, né avrei dovuto sopportare i dolori mestruali! Non avrei avuto problemi a legare con le ragazze o dovuto assumere l?aria diffidente e di sufficienza con i ragazzi.
Avrei fatto la vittima, o il martire, meglio di chiunque altro!
Avrei pensato meno, tanto non ne avrei avuto bisogno. Avrei avuto la ?pappa pronta!?

Eppure lego più col genere maschile. Anzi – cito Veronique Ovaldè – in generale gli uomini mi piacciono molto!
Col genere maschile che soffre e si sbatte per amore di una che fugge per paura di soffocare; col genere maschile che suona la chitarra o dipinge meglio di qualsiasi donna. Con quel genere che ha bisogno ?della tetta di MAMMA?!
C’è pure qualcuno che sostiene che la colpa è mia, che sono iperattiva, che voglio fare e decidere tutto io.

E invece sono proprio stufa di decidere per me e per gli altri.
Ma qualcuno non può decidere per me?


Riferimenti: giorgion this site

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In sostanza si tratta di futuro e ?immaginare il futuro?: aspettative, ansie, giocare bene le proprie carte.

Difficile non immaginarsi nella propria testa come si svolgerà un avvenimento venturo.
Sei alla guida, in auto, da sola, o stai sotto le lenzuola ad aspettare che arrivi il sonno e TACCHETE, i pensieri se ne vanno per conto loro: il film ha già gli attori, è già sceneggiato e girato.

ZONA PERICOLO UNO: focalizzarsi su un?unica aspettativa buona o cattiva che sia. Se ci si sente sicuri si immaginano solo elogi e giudizi positivi, soluzioni imminenti.
Viceversa, se si è perfezionisti, ci si concentra sui potenziali aspetti negativi, entrando in una spirale in crescendo di ansia.

C?è poi un momento in cui il linguaggio interiore porta con sé la perdita del contatto con la realtà.
Di solito accade quando si vivono situazioni ad alta densità emotiva, come l?innamoramento o un?ingiustizia subita. Le emozioni intense trasformano il linguaggio interiore in sogno a occhi aperti.
È difficile difendersi da questa costruzioni mentali perché il pensiero arriva spontaneo.
Così il linguaggio diventa unidirezionale e autoreferenziale: esprime solo la propria visione, senza contraddittorio.
In una sorta di egocentrismo infantile, si pensa di essere sempre al centro dell?attenzione, e che ogni parola abbia un secondo scopo.

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Riferimenti: giorgi

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Trio ?DROGNO?


Ecco qua: amikette in libera uscita!

In fila per entrare al bagno!

Alla mia destra (per chi guarda lo skermo) Giogiò, subito a fianco, Lilly, alias signora Wirz.

Location: Bastione, Caffè degli spiriti, Castello noir&bar

Riferimenti: giorgi

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Io la metterei così…


Last 22 agosto

Chevelodicoaffare?

Nuove temperature, cinque giorni di tristezza e poi…
Finalmente piove, asfalto bagnato, frescolino che si infila sotto la gonna.

Sta finendo! Sta finendo!!!
Sì.
L’estate, intendo.
Facta non verba.

Cerco font da scaricare hic et illic, res nullius, per lavorare meglio ad una certa co(p)ertina. (Eh, eh, eh. Non si dice, per scaramanzia!)

Sento la voce di Johnny Depp (ma quanto sei bello????) e Al Pacino.
No, non è che sono così messa male da sentire “le voci” come Virginia Woolf!
Sento le voci dei doppiatori di Donnie Brasco in DVX.
Non ho voglia di seguire il film, però.

In effetti non ho voglia di fare niente, viste le premesse odierne.

Non avete idea del mio LOOK ODIERNO: ugly monster! Horribile visu!

Chevelodicoaffare?
Mala tempora currunt

Riferimenti: giorgi

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Come la principessa sul pisello


Non siate maliziosi.
Affermare che sono come ?la principessa sul pisello? non è eufemismo, ma solo un modo per spiegare quali particolari esigenze abbia una come me per potersi addormentare la sera e riposare bene fino al mattino.
Penso che ognuno abbia le sue pretese, necessità o sane abitudini per riuscire ad avviare la propria parentesi notturna, indi meritarsi una bella notte di sonno ininterrotto.
C?è chi conta finché non si sente insonnolito e molle; chi sta in giro sin tardi e sbevacchia, così appena poggia la testa sul cuscino è già ?bello che partito?; chi si fa la camomilla (niente di più schifoso, meglio tre bicchieri di Porto); chi legge finché la palpebra non ?ti cala?.

Io ho bisogno della scatola chiusa.

Si scatola chiusa, sigillata. Tutto serrato ermeticamente, porte e finestre. Buio, buissimo.
Neanche un filo di luce deve infilarsi tra le fessure dei miei occhi.
Cioè anche i rumori mi danno fastidio, in particolare i ?russatori incalliti?.
Ma più di tutto di tutto mi da noia la luce.
La luce è il ?mio pisello sotto un consistente strato di materassi?.

Anche un solo, piccolo bagliore ha una portata mostruosa che calpesta quel poco di sonno che riesco a far arrivare fino a me in particolare nelle notti estive.
Purtroppo d?estate bisogna lasciare la finestra aperta, se non vuoi cuocere sulla graticola per le temperature tropicali cagliaritane.
Dunque: se non tiro giù la tapparella la luce filtra.
Che faccio?
Lascio aperto chiaro.

Ma si!
Mascherina sugli occhi!
Che grande invenzione?

Ma la mascherina d?estate fa grondare!
Insomma posso stare sveglia anche per ore, perché poi mi metto a pensare?
E pensare, a quest’età, fa solo male!

Certe mattine quando mi alzo, ho l?impressione di essere stata sveglia tutta la notte, dietro le palpebre chiuse.

Speriamo arrivi presto l?autunno, perché come già dissi una volta, io ODIO L?ESTATE.

Very cool illustration of Nate Williams

Riferimenti: giorgi

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"Every line means something"


Jean-Michel Basquiat è stato con Keith Haring la figura più importante sulla scena artistica degli anni ?80 di New York, dove nacque nel 1960.

Basquiat, il James Dean della pittura era geniale. Era bellissimo, amava la musica e la moda di Armani, le donne e Charlie Parker.
Amava Jimi Hendrix, Alfred Hitchcock, Keith Haring, Andy Warhol. Amava New York e l’eroina, amava Haiti e la pittura. Julian Schnabel, l’artista che gli fu amico, gli ha dedicato un film che ho visto stasera.

L’anno scorso ho seguito tutta la serie di proiezioni sulle VITE D’ARTISTA (come direbbe Amalia Grè) programmata ai Giardini Pubblici in collaborazione con la Galleria Comunale e proprio questo l’avevo perso.

Ma Basquiat lo si è visto, ventenne e in carne e ossa, interpretare se stesso in New York Beat (1980-81): artista di strada, poeta di immagini in libertà, pittore di versi, ragazzo notturno e nottambulo.
Il suo funerale al Green-Wood Cemetery di Brooklyn, il 17 agosto dell’88 (cadeva giusto ieri l’anniversario della sua morte), è stato raccontato come fosse una diretta televisiva.

about altre morti eccellenti
Riferimenti: giorgi

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Scatoloni pieni, fondaco Atzeni


No, no, no, no, no, no, no?.
Qui è un casino, accidenti!
Sono rientrata oggi a casa dopo una PAUSA estiva, di circa dieci giorni, da Simo.

Ma qui non c?è più casa! Qui c?è un deposito di scatole ammassate l?una sull?altra. E’ un incubo.

Non trovo più niente.

Sparita l?attrezzatura da disegno; sparito lo scanner con annessi e connessi (prese, cavetti); sparita la libreria con tutti i libri (che disperati urlano dentro le cassette); sparito il letto (ora dormirò in uno di emergenza); sparito lo spazio sulla scrivania (perché c?è talmente tanta roba sopra?); pareti vuote e stuccature qua e là su buchi e crepe; spariti cavi per la connessione a internet.

Eh no, questo no!

Ma chi ce lo ha fatto fare.
Quindici giorni di fuoco, mi sa? e il mondo è ancora in vacanza!

Riferimenti: cats cats and Mostrilli here

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