Luglio 2005

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hey


non è mica colpa mia se i LUPI mangiano graziosi animaletti tipo pecorelle, coniglietti e porcellini.
Siamo fatti così!

Se anche voi foste LUPI mangereste piccoli animaletti deliziosi.

Sono ubriaca!

ULTIMO GIORNO DI LUGLIO 2005 CHE NON TORNA MAI PIU’ COSì COME TUTTI I GIORNI DI QUEST’ANNO, E CHISSENEFREGA DICO IO!

POSTATO UN ANNO FA.
Riferimenti: GIORGI

My sugar so sweet (if you leave me)


Ieri si discuteva ?allegramente?, intorno ad un tavolino, al caldo torrido di quest?estate sfuggente e inutile.

Ma certi artisti, il cui percorso è stato interrotto da una morte improvvisa (magari un suicidio), valgono più di altri? Sono tenuti in maggior considerazione dai contemporanei o dai posteri se deceduti in età giovanile?
Cioè, l?interruzione della loro esistenza, prima del dovuto, genera un plusvalore che da lustro alla loro opera?

Opinioni.

Il suicidio è generalmente considerato l’esito di una sofferenza, di una incapacità, di una delusione – un atto debole e negativo. Ma in un caso il suicidio può assumere il senso di qualcosa di compiuto: quando ad attuarlo è un artista, un letterato, un poeta. Allora sembra adeguatamente concludere un’esistenza, e renderla compiuta.

Artisti come Picasso hanno vissuto nove vite come i gatti, hanno attraversato movimenti e creato filoni artistici, camaleonticamente e consapevolmente.
Altri come Amedeo Modigliani, in arte Modì, si sono sbattuti per raggiungere il successo, distruggendosi con alcool e droghe. La morte non è una scelta del tutto cosciente, in questo caso, tuttavia, egli muore proprio quando sta per raggiungere il suo obiettivo.

Pare che il fatto che un artista sia pazzo o affetto da un qualche importante disturbo psichico non comporti particolari difficoltà di comprensione della sua opera da parte di un normale spettatore, almeno a giudicare dall’unanime consenso che circonda le opere di Van Gogh, Munch, Kirchner, Bekmann, Ligabue, per citare solo alcuni degli artisti più o meno seriamente disturbati, alcuni addirittura morti suicidi: come lo stesso Van Gogh, sulla malattia del quale le diverse ipotesi mediche formulate sono generalmente poco convincenti

Suicidi magnifici, immodesti e sempre ben firmati: Baudelaire, Rilke, e quell’infinità di artisti che inscenarono veri e propri ?suicidi d?autore?.

Altri nomi? Sylvia Plath, Mark Rothko, Marina Cvetaeva, Henry de Montherlant, Sarah Kane, Alfred Jarry, Raymond Roussel, Anne Sexton.

Nick Drake, morto il 25 novembre 1974, per eccesso di barbiturici, probabilmente suicida…

Il suicidio del poeta maledetto o della rock star, genera clamore, inquietudine, a volte ammirazione ed emulazione. Ma davvero si può programmare un suicidio per raggiungere la notorietà?

Io non credo.
Io la notorietà, vorrei godermela? per poi, eventualmente, morire in pace.
Free to decide.

Ma ormai la morte si programma anche sui blog?

Riferimenti: giorgivive

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Se c?è una cosa che farei immediatly, per non soffrire mai + di DOLORI MESTRUALI, è cambiare sesso.
Sciolgo il contratto d?affitto con l?universo femminile, eh!
Non scherzo, eh!
Do la disdetta, eh!

Raramente sento le amiche lamentarsi di questo disturbo esasperante. Per molte ragazze non è affatto una ?rogna?. Come se niente fosse migliaia di fanciulle sono entrate nel mondo della pubertà, trasformandosi da bambine in donne; tuttavia crescendo, continuano a non pensarci.
Io questo passaggio non l?ho mai accettato.

Io ne parlo fin troppo spesso.
Anzi me ne lamento fin troppo spesso.

Difficilmente se ne discute, ad ogni modo, ho sentito due donne confessare con disinvoltura velatamente o pubblicamente, che dar conto di storie legate al ciclo non sia affatto un tabù.
Fatto sta che per me continua a rimanere un qualcosa di molesto, seppure assolutamente naturale, perché soffro come una dannata. A quanto pare i dolori sono provocati perlopiù da tensioni nervose e cattiva tonicità dei tessuti. Boh.

Una è Valeria Parrella:

a pag. 71-72 del racconto L?amico immaginario, contenuto nel libro PER GRAZIA RICEVUTA, si legge che la protagonista prossima all?appuntamento con l?amante pensa che ?Per allora le mestruazioni le sarebbero passate da poco: sarebbero arrivate il mercoledì, giovedì al massimo, con una corsa mattutina nel bagno, e quattro giorni dopo non sarebbero state che muchi venati di rosso, tollerabili per chiunque anche al primo appuntamento. Dalla nascita di Agnese le mestruazioni erano diventate regolari e leggere, non erano più l?onda devastante che la costringeva per tre giorni del mese a letto. Con la gravidanza il corpo aveva smesso con gli eccessi?.

E ancora a pag. 86-87 del racconto P.G.R., nello stesso libro, un?altra donna, che descrive la sua situazione, parla di ?deodorante sotto le ascelle, e pianto premestruale?.

Poi, l?altra sera, su Rai Tre ho seguito l?intervista alla giornalista Rossana Rossanda, non più giovanissima ormai. E pure lei, con nonchalance, racconta di quando diventò adulta e di quanto fosse istruita sul menarca, in pieno Ventennio fascista, quando le sue coetanee si spaventavano o svenivano alla sola vista del sangue.

Sono rimasta colpita da entrambe.
Se anche voi come me soffrite terribilmente… e volete tornare a salire sul triciclo… riciclate le idee e tornate bambine. Oppure…

Riferimenti: giorgi

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In front of me


Di fronte a me ho:

Portatile
Monitor pc familiare, che occupa la mia scrivania
Una Moleskine tipo JAPANESE ALBUM, 60 pagine zigzag, 9×14 cm
Libro di Luca Ragagnin: CANZONI DA MANGIARE, Piccolo dizionario Gastro Pop
Cellulare
Busta di cotone idrofilo per riempire Mostrilli e Cats Cats
Tre Cats Cats e un Mostrillo, semicuciti e vuoti, da finire!
Braccialino di pelle rossa
Una copia del Don Chisciotte della Mancia, bi-volume BUR
Mensole contenenti: libri (evito i titoli, che sono un sacco), quaderni, album di foto, cd, collezione cartoline, una pietra
Scanner

Sopra lo scanner:
Libro di Hanif Kureishi, Mezzanotte tutto il giorno
Dizionario dell?Arte, volume Episodi e personaggi della letteratura
Glamour, numero di Agosto + GQ, che era in omaggio
Agenda Moleskine 2005
Una confezione di Ambre Solaire, pocket, protezione 12, ancora sigillata!
Un parfume d?ambiance SEPHORA: Ylang Ylang
Ritagli articoli da vecchie copie del Giornale di Sardegna
Telefono familiare
Invito alla mostra di Ottonello, INGURTOSU.

Insomma di fronte a me c?è un po? di tutto. Tranne chiarezza.
Futuro incerto.
Riferimenti: giorgi

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My name is Luca?


ezra scrive:
uangelicaaaaaaa
giorgi scrive:
eeee
giorgi scrive:
gugu
giorgi scrive:
allora? news? ti ho comprato un deodorino buono al borotalco per la camera così non mi stoni + con quel profumo allucinante, che tra l?altro non è un deodorante per ambienti
ezra scrive:
noo
giorgi scrive:
no cosa?
ezra scrive:
sempre a sperperare
giorgi scrive:
sperpero perchè sono infelice
giorgi scrive:
infelice
ezra scrive:
perkè non hai preso profilattici al borotalco? boh
giorgi scrive:
eja, anche quelli
giorgi scrive:?
ezra scrive:
infelice? come mai
giorgi scrive:
più buoni alla liquirizzzia?
giorgi scrive:
ma come sempre
giorgi scrive:
non come mai

AUTOREVERSERiepilogo delle puntate precedenti.

Salgo in macchina, mi dirigo verso il centro. Parcheggio. Caldo assurdo. Cammino, cammino, penso, penso. Penso che cammino un casino. Vado alla Rinascente ad avvistare la roba in saldi. Mi fermo al bar.

?Un marocchino bianco?.
Come UN MAROCCHINO BIANCO!!!!??????????
Si boh, un caffè marocchino con scagliette di cioccolato bianco.
Meno male che devo mangiare poco e bene. Ma chissenefrega. Al diavolo, o ?ffanculo. Tanto quest?anno mi sa che il Poetto non lo vedo neanche in cartolina. Ho comprato pure il costume intero per niente.

E sia? cornetto vuoto e MAROCCHINO BIANCO.

Roba, roba, roba. Montagnette di roba colorata.
Compro un profumo per ambiente al BOROTALCO. Ingredienti: aqua, denatured ethanol, solfate, fragrance, alc. 40% vol., 30 ml.

Scale mobili. Avvisto una borsina di stoffa rossa con manici di legno. Mi serve come modello per farne delle nuove da me. È sicuro. Mia mamma ?mi fa correre?. Non c?è più spazio per borsette. Come no? Alla casa nuova ce n?è eccome di spazio. Voi mi volete portare là? E io compro borsette, libri, scarpe bianche a punta.

?Signorina dove va con quella borsina? Non può salire con quella roba ai piani superiori se prima non paga. Poi ci sono i vigilantes che potrebbero anche fermarla!!!?
Oioichepaura!
Poggio profumino e borsina alla cassa. Tornerò dopo a pagare.
Vado al reparto ?HOME? e vedo il tappeto in bouclè (oh, c?era scritto così) che vorrei.

Ne vorrei di cose!
Annoto i prezzi e le misure sul mio Moleskine.

Torno al piano di sotto e avvisto delle borsine di lino, tipo shopping. Bellissimeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.
?No, queste le diamo solo alle clienti che acquistano gli abiti in lino?.
Ma come?
Delusa, torno più giù a pagare ciò che avevo lasciato alla cassa precedentemente.
Esco dalla Rinascente, vado all?edicola di fronte e compro come sempre da dieci anni a questa parte GLAMOUR.

Lo sfoglio. E toh, chi si vede? Ma non solo

Ceeee, mi trovo proprio nell?ombelico del mondo.
Ancora per poco.
SOB!

Riferimenti: giorginell’ombelicodelmondo

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Writing


This website is Yoshitomo Nara fun fun fun website

Riferimenti: gio

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Sulle tracce di?


Penso che tra le attività decisamente noiose agli occhi della gente comune (nel senso che svolge quotidianamente faccende normali) quella di andare a ?forrogare? tra i documenti notarili di cinquecento anni fa sia una tra le più ?gettonate?!

Sì. Cioè.

Forse non sono neanche tante tante le persone che pensano che andare in un archivio ad indagare su tale o tal altro che cinquecento anni fa ha comprato una casa, o si è obbligato a pagare una somma per farsi costruire un altare in una chiesa, etc. etc. sia un?attività o un ?lavoro credibile? al giorno d?oggi. O che si possa scoprire qualcosa di interessante o fare qualcosa di positivo e proficuo per la società solo andando in un posto pieno di scartoffie a cercare di scoprire cosa hanno fatto i nostri avi.

Forse non è proficuo agli occhi di chicchessia. Ma interessante, questo si. Noiosissimo pure, non lo nego, a volte. Effettivamente ultimamente non è che ci guadagni qualcosa?

Ma io mi diverto troppo a sfogliare quelle paginette fitte fitte di grafia incomprensibile per scovare qualche indizio. Diecimila nomi diversi, tutti abitanti della ?ciutat de Caller?.
C?è il sabater, il procurador, il carterio, il picapedrer, il fusterio, il tallador de llegna, l?argenter, l?impressor, l?albanil, il pintor.
C?è l?oppidi appendisi llapola, l?habitant de la ciutat y castell de Caller o di Stampaix, ma anche molti napoletani e genovesi.

Ora sono sulle tracce di Honofrio Martin.
Who is this man?

Si tratta di un personaggio che alla metà del Seicento avviò un?attività tipografica a Cagliari.

Sono arrivata all?anno 1669.
Domani se riesco, visiono gli anni a seguire fino al 1676.

Cavolo, però, non mi fanno visionare più di quattro volumi al giorno. UUUFFF.

Ma non posso andarmene al mare come tutti?? No!
Archivio. Che noiosa.
Beh ora nanna!

Riferimenti: giorgi

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Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti non è puramente casuale. Così come ogni citazione?

CITARE CITARE CITARE.

Citare in causa. Citare… causa, casualmente!

Citazione causale, casuale.

Se è citazione non è casuale.

Honoris causa.
Riferimenti: giorgi

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Due anni fa circa portavo i capelli corti.
Anche quando ero piccola portavo i ?capelli corti-corti?.
E? anche possibile che segua l?esempio di Gorilla e che ?ci dia un taglio netto? fra breve.
Comunque non è di questo che voglio parlarvi.

Due anni fa, quando portavo i capelli corti, feci un viaggio di studio a NAPOLI.
C?era pure RAWUI. (Te lo ricordo RAWUI?)
Nel corso di questo viaggio si andò a visitare il RIONE SANITA?, proprio il quartiere in cui, il 15 febbraio 1898 nacque Antonio Clemente, noto TOTO?. Esattamente ebbe i natali al n. 109 di via Santa Maria Antesaecula in Napoli, da Anna Clemente nubile e, secondo la leggenda da Totò stesso alimentata, Giuseppe De Curtis, figlio dello spiantatissimo marchese De Curtis, che si era sempre opposto al matrimonio tra il nobile figliolo e la bella popolana.

A parte questo illustre dettaglio, oggi ancora me lo ricordo come un rione alquanto suggestivo, antico e piuttosto degradato, se vogliamo. Ma non come i moderni quartieri di periferia.

Non facevo che guardarmi intorno, come faccio solitamente. Ho osservato bene i palazzi fatiscenti, le strade, la gente, i panni stesi, i signori seduti nelle seggioline fuori dalle botteghe. Ho preso nota dei rumori. Ma soprattutto ho riconosciuto le voci e gli SCOPPI di mortaretti e petardi che, nonostante non fosse ancora NATALE, ma solo settembre (o ottobre?? Non mi ricordo accidenti!), risuonavano già per le strade.

Come siamo finiti in questo quartiere?

La nostra meta erano le CATACOMBE di SAN GAUDIOSO, un ipogeo sviluppato sotto l’attuale Chiesa di Santa Maria della Sanità, nel cuore del rione Sanità, che risale al V secolo ed è legato alla venerazione di San Gaudioso, morto tra il 451 e il 452.

Sotto la superficie di Napoli, infatti, si nasconde un’altra città, vasta e misteriosa. La Napoli sotterranea è antica almeno quanto quella alla luce del sole. Fin dalla sua fondazione, infatti, la città ha sempre vissuto su due livelli.
Anche questo è stato un luogo di sepoltura, dall’età paleocristiana al ’600. Sulle pareti si possono vedere affrescati gli scheletri e con un teschio vero incassato nella parete.
Solo per questo varrebbe la pena di farci un salto.
Ci sono anche dei sedili, chiamati cantarelle e ricavati nelle pareti di tufo, dove i cadaveri (particolare macabro quanto l?intero sito) venivano riposti seduti in attesa che, svuotati degli umori corporali, si seccassero.

Perché vi parlo di tutto questo?
Perché c?è la possibilità che il viaggio CAGLIARI-NAPOLI si ripeta fra meno di un anno, visto che ho ricevuto un invito che aspettavo. E comunque il libro di Valeria Parrella mi ci ha fatto pensare parecchio, e mi ha fatto venire la voglia di tornarci.

E comunque io lì, al rione Sanità, ci voglio proprio tornare!
Così come da SCATURCHIO!

Qualcuno vuole venire con me?

Riferimenti: Girls a NAPOLI

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Ci sono giorni, come oggi, in cui non mi dispiace stare rinchiusa in casa.

Non a casa mia, s’intende. Lì proprio non ci so stare, poi ora è in subbuglio poichè sono alle porte i preparativi per il trasloco.

Sto in un’altra cameretta: c’è l’aria condizionata, c’è Simo.
Ognuno è seduto di fronte al suo pc.

O per meglio dire, LUI sta seduto alla postazione PC, mentre io, col portatile, mi accomodo sul lettuccio.
There is no-one at home. Ma ancora per poco, visto che i “padroni di casa” saranno qui a momenti.

Domani mi tocca – se non mi prende un attacco di mal di pancia che già mi aspetto – andare all’ARCHIVIO DI STATO a fare alcune ricerchine.
A quanto pare ci sono news sul fronte editoria in Sardegna nel Cinquecento.
Dunque mi fiondo… a prelevare e fotocopiare il documento incriminato!!

Riferimenti: giorgia

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