Maggio 2004

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sensi contemporanei


Ho un sogno:
andare alla Biennale di Venezia.
Anzitutto, andare a Venezia. Ci sono già stata. (Non sono così scapestrata.) Ma ero troppo piccola. Dodicenne. Poca coscienza. Ho, comunque, ancora molte immagini nel mio cervello e nei miei occhi, oltre quelle viste nei libri e su internet.

il rischio è: vado a Venezia, ma la Biennale si svolge altrove: infatti quest’anno si realizza un progetto, avviato nel 2003, reso possibile da una complessa e inedita collaborazione tra la Biennale di Venezia e le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. CAVOLO! ma la Sardegna non c’è.
In un articolo, ho letto che la Sardegna era stata coinvolta, ma la Regione non ha risposto all’appello!!! che IGNORANTI!!!

Per la prima volta nella sua storia, la Biennale di Venezia presenta le principali mostre prodotte a Venezia in sedi diverse da quelle tradizionali dei Giardini e dell’Arsenale (quindi adeguandole ai contesti locali) e mette a disposizione professionalità e esperienze per un confronto col vitale sistema della produzione e dell’organizzazione di arte contemporanea del Sud, avviando una promettente rete di collaborazioni e reciprocità tra la Biennale e le istituzioni di promozione e produzione del contemporaneo del Sud d’Italia.

insomma vado a Venezia per vedere quacosa che sta da un’altra parte…uffa!! cioè, impossibile che VENEZIA sia da un’altra parte..
giusto?
ma forse mi sbaglio…io ci vado..comunque chi mi ama mi segua!

Riferimenti: sensi contemporanei

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Difetti che ci rendono unici


tra i libri che sto leggendo c’è:
BRAVA A LETTO che racconta questa storia:

La giornalista free-lance ventottenne Cannie Shapiro è grassa. Il suo ex-fidanzato, che fa il suo stesso lavoro, scrive un articolo sulla loro relazione in cui racconta come sia stare con una ragazza abbondante e quanto sia brava a letto. Cannie si rende conto che la loro relazione è finita e soprattutto che per gli altri, o almeno alcuni di loro, lei non è una persona, ma prima di tutto una grassa e poi una persona.

molti criticano questo tipo di letteratura…perchè leggera; basata sì su una storia vera, come quelle di donne variamente sole e maltrattate dalla società e dalla vita, ma sempre abbastanza scanzonate da non essere lamentose. I libri che rientrano in questa categoria si somigliano un po? tutti e fanno leva sulle frustrazioni o sullo spirito di corpo in questo caso delle donne.

secondo me, però, aiutano a sdrammatizzare. siamo ormai mitragliati da immagini e stereotipi che diventano un modello assoluto cui rifarsi nella vita quotidiana…
meglio grasse, basse (non dico pelose….) comunque piene di humor e positività.

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Il mio rapporto con gli altri


Mah. Che tipa strana. Si forse sono proprio strana, ma non riesco a trovare qualcuno che combaci perfettamente con me. Qualcuno di affine. Che abbia il mio stesso spirito. Voglia di uscire, di saltare, cantare. Di stare in silenzio quando è il momento giusto. Di passeggiare per strada a guardare i palazzi vecchi?. e le vetrine dei negozi di scarpe. Di entrare in libreria a guardare le copertine.
E comunque sarà che sono un po? volubile.
Ho lasciato diverse amicizie nel corso di questi anni. O meglio, alcune hanno lasciato me. Sono partiti tutti. Tutte la persone a cui volevo bene si sono trasferite. Per motivi sentimentali, per lo più.
Non si tratta di solitudine.
Non sono certo sola. Ho Simone. E certe volte mi basta.
Ma non posso mica parlare al telefono solo con lui. Uscire solo con lui. Parlare solo con lui.
Non è proprio così. Sarei già diventata matta. Quasi.
Tuttavia, lui non ha piacere di fare tutte le cose che piacciono a me. Mi sembra anche giusto.
Dunque a volte, sola sola, esco di casa. A pensare.
Solo che mi piacerebbe poter fare una telefonata: ?Ciao, andiamo qui? Andiamo lì? Stasera c?è uno spettacolo??

conosco il mondo. manca il legante.

Ma non vorrei una persona qualsiasi da chiamare.
Persone qualsiasi ne conosco tante. NO!
Vorrei qualcuno di speciale.
Come ai vecchi tempi.
Due ragazze e un ragazzo. Uniti dallo stesso temperamento. Ore ed ore a chiacchierare e ridere. A passarci uno spicchio d?arancio da una bocca all?altra. Come i bambini.
A fare le ore piccole per strada. Insomma, mi sa che sarà difficile.

Prima o poi?

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Ho voglia di fare!!!


Finita un?altra serata. Un mese quasi al tramonto.
E siamo già a giugno.
Alla tv il telegiornale. Ultime notizie.
Vorrei leggere stasera. Solo che poi?accendo la tele?
Ho già iniziato quattro libri.
Mi piacciono tutti. Beninteso.
Ma?

Preparo il brodo per i tortellini. che buoni!
Non dovrei mangiare niente.
L?ho detto siamo quasi in estate. E fra un po? ci si spoglia!
Mamma!
?Pancetta?, a pranzo e cena.
In questi giorni sono scombussolata. Capogiri e gonfiore, per via di?
E così non sono andata a correre.

Settimana out. Speriamo di no.
Ho voglia di fare!!!

Riferimenti: jo book

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Venerdì scorso ho avuto il piacere di vedere un film:
Lost in translation di Sofia Coppola
ve lo consiglio, soprattutto se vi piacciono le atmosfere metropolitane e i grattacieli, la parola d’ordine è : welcome to TOKYO.

An American in Japan, Making a Connection.

Bob Harris (il grande Bill Murray) è una star Hollywoodiana, il cui astro ha iniziato la parabola discendente. Si trova in Giappone per girare uno spot pubblicitario per la “modica somma” di due milioni di dollari. L’insonnia,la mancanza di comunicazione ed una cultura agli antipodi relegano di fatto il povero Bob ad una sorta di prigione dorata nel suo lussuosissimo albergo.
Charlotte (Scarlett Johansson) vive una situazione simile seppur da un’angolazione completamente diversa. Venti anni, fresca di matrimonio e con le idee ancora confuse sul suo futuro. Un marito fotografo ed intere giornate fatte di attese solitarie.
Due persone così non possono che trovarsi e condividere il tempo che gli resta insieme, almeno per non sentirsi come due isole nell’oceano.

Destini di due americani, che si incrociano a Tokio, dove sono entrambi per lavoro. Finiranno per passare insieme una bizzarra settimana, durante la quale si aiuteranno reciprocamente a ritrovare se stessi e a gustare lo spaesamento in una terra così diversa dalla loro.
Riferimenti: lost in traslation

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ciccio..io ti voglio bene..ma con questa tromba stai storpiando la canzone di Nick Drake.. vabbè che stai imparando… e che ti piace…e che ti impegni…ma….

non potevi dormire ancora un pò???

ecco qua:
“o lui o me!”
ha spento lo stereooooooooooooooooooooooo. noooooooooooooooooo!

niente Nick Drake.
una “Summertime” sgangherata..vabbè, avrò un pò di pazienza.
Riferimenti: jobook

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un nuovo articolo
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ANSIA!
mi sa che non scrivo proprio niente
Riferimenti: jo book

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Ho una mania, che mi porto dietro sin da bambina:
ritaglio i giornali.
Li compro per quello. Le riviste di moda, intendo.
Prima li sfoglio velocemente.
poi inizio a soffermarmi sulle fotografie degli oggetti più interessanti.

La tecnica del collage, così come nasce nella pratica di Picasso e di Braque, va fin dall?inizio ben al di là del fatto tecnico di incollare frammenti di carte variamente colorate, cerate o di pezzi di giornale su un fondo cartaceo (come nel papier collé) o di combinare piccoli oggetti, legno, latta su un supporto (collage).

Per esempio, per fare una poesia dadaista
Prendete un giornale.
Prendete le forbici.
Ritagliate accuratamente ognuna delle parole che compongono l?articolo e mettetele in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l?altro disponendoli nell?ordine in cui sono usciti dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
(Tristan Tzara)

questo giochino io lo faccio con le immagini.
ma non mi ritengo affatto DADAISTA!!!
lo faccio per rilassarmi.

Riferimenti: jo book

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L?ordine è una mania!


Che palle.
Ma anche voi avete in casa una specie di ?cosa? chiamata MAMMA, che vi rimette a posto la camera? tutto a posto e talmente in ordine che non trovate più niente?
Che palle. Che palle. Che palle.
È assurdo.
Qui non si trova più niente.
Oggi mi chiama la mia amica Cinzia, che abita a Milano da circa due anni.
?Giorgi, domani sono a Cagliari per la mostra di Dino Battaglia. Dai ci vediamo? E ?.mi porteresti una cartellina con un po? dei tuoi disegni. Qui c?è una libreria bellissima. Tu impazziresti da quanto è bella e colorata. Si occupano anche di fumetteria e libri per ragazzi.
Dai, portami un po? di tavole. Io e Fabry vorremo proporti per una mostra!?

FIGO!

E così, mentre torno a casa, riordino le idee. Faccio le scansioni, e domani le porto a stampare.
E invece?.apro la mia cameretta, eeeeeee?? i disegni non ci sono più.
Come?cavolo? non ci sono più? erano dietro la porta.

?Dove sono i miei disegni?????????????????????

Niente. Nello sgabuzzino. Niente. In mansarda. Niente.
È veramente assurdo.

E ha avuto anche il coraggio di dire che forse li ho dati a qualcuno e non mi ricordo.
Ma quando mai!! Quelli non escono di casa da l?ultima mostra alla Libreria Tuttestorie.
È assurdo. Sono nera.
Non so proprio cosa porterò domani.

Sono nera! Ufffaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Alle solite.
W il disordine!

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Luoghi di lettura


Sono tanti i posti prediletti dalla gente comune per trascorrere un?ora fra le pagine di un libro. C?è chi sceglie il divano, comodissimo e coloratissimo. Pieno di cuscini. Posizionato in un rilassante soggiorno. Oppure in una ampia sala illuminata da candele. C?è chi magari, accende incenso alla fragola. Per circondarsi di atmosfere particolari.
C?è chi legge mentre cammina, chi in un parco, seduto sul prato o su una panchina. Chi ama farlo durante la corsa in autobus, circondato da un sacco di gente; chi in biblioteca, seduto su una sedia diritta che ti stira la schiena. Altri non possono rinunciare ad addormentarsi senza prima aver scorso due o tre pagine. Uno, due sbadigli, e nanna!

A me piace leggere d?estate, al mare, sotto l?ombrellone.
Sarà che d?estate non si studia. E al mare, a prendere solo il sole, ci si annoia. Pertanto, mai dimenticare un libro quando si sta in vacanza.

Per quest?estate, anche se non è ancora troppo vicina, vi consiglio di leggere ?Sai tenere un segreto?, ultimo libro di Sophie Kinsella. Proprio quella di ?I love shopping?.

Lettura leggera?

Ma scusate, col solleone avete anche voglia di filosofeggiare?

Voi dove leggete solitamente? O non leggete proprio?

Riferimenti: jo book

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